Skip to content

circuito siti reali

eran Siti Reali le appartenenze di S. Leucio, Caserta, Carditello, Persano, Portici, Capodimonte, ecc, e generalmente tutte quelle città, e luoghi dove erano abitazione del Re, e cacce Reali

Nel 1734 don Carlos di Borbone, figlio di Filippo V re di Spagna e di Elisabetta Farnese, si insediò a Napoli, mettendo fine a quasi due secoli di vicereame, spagnolo prima ed austriaco dopo, ripristinando dunque l’autonomia del Regno. La disastrosa situazione socio-economica portò il sovrano ad inaugurare una stagione di riforme finalizzate a dare un nuovo impulso alle attività del Regno.

Nel clima dell’assolutismo illuminato del Settecento, alla realizzazione della strategia di recupero e valorizzazione del territorio contribuirono in misura notevole quegli insediamenti regi definiti Siti Reali. Con questa espressione si indicava qualsiasi bene immobile – dall’edificio rappresentativo al semplice casale di campagna, ma anche un terreno, un bosco, un’isola, un cratere – destinato ad uso della Corona e amministrato dalla cosiddetta Giunta dei Siti Reali. Nel giro di pochi decenni la monarchia borbonica costituisce un sistema esteso a tutto il Mezzogiorno d’Italia, che nei dintorni della capitale napoletana raggruppò ben ventidue insediamenti regi, le cui  funzioni rientravano in un preciso progetto di riorganizzazione metropolitana del territoriale, di gestione e trasformazione del Regno. Essi nascevano spesso con il pretesto di semplice luogo di svago, dove il Re, assieme alla corte, poteva praticare attività come la pesca o la caccia; ma la capacità dei sovrani borbonici fu quella di affiancare alle attività di svago altre più spiccatamente utilitaristiche, affiancando spesso alla funzione residenziale quella produttiva. Inoltre, le Reali Delizie costituirono un importante contributo allo sviluppo di infrastrutture, grazie alla creazione di strade che collegavano le tenute tra loro e con Napoli, il tutto finalizzato ad un ammodernamento programmato del territorio e inserito in un preciso progetto di sviluppo economico e sociale del Regno.

A Napoli e nei dintorni di una delle più antiche capitale d’Europa e del Mediterraneo, i Siti Reali borbonici, dunque, furono al centro di una strategia di trasformazione del territorio e contribuirono all’apertura del tracciato urbano napoletano verso un’area che partendo dalla piana casertana giunse fino alla piana del fiume Sele, passando per la fascia costiera della Baia di Napoli.

L’Utopia realizzata in Campania dai Borbone contribuisce ancora oggi a caratterizzare un ambito storico e naturale tra i più suggestivi al mondo, che, pur segnato dal degrado sociale ed ambientale, esprime un insieme di valori ambientali e culturali universalmente apprezzati e riconosciuti.

La partecipazione democratica, il consenso della comunità locale, e la riscoperta delle proprie radici rappresentano, quindi, condizioni primarie per salvaguardare e promuovere lo straordinario patrimonio culturale dei Siti Reali, affinché, inoltre, le nuove generazioni non perdano traccia, memoria e coscienza dei valori di cui esso è portatore attivo.

percorri con noi un viaggio attraverso le grandi residenze dei Borbone e le incantevoli architetture e delizie del Settecento

Turisti, curiosi ed appassionati attraverso il circuito dei Siti Reali borbonici avranno la possibilità di rivivere le atmosfere storiche della corte dei Borbone e conoscere da vicino le sperimentazioni illuminate, che i sovrani borbonici realizzarono a San Leucio, Capodimonte e Carditello con le sete, le porcellane e la mozzarella.

E ancora i percorsi d’acqua lungo l’Acquedotto Carolino e le antiche vestigia di Santa Maria Capua Vetere, le suggestioni del centro antico di Napoli e della collina di Capodimonte, il fascino della Reggia di Portici e delle ville nobiliari tra il Vesuvio e il mare, le scoperte archeologiche di Ercolano e Pompei ed inoltre, i rari tramonti che accarezzano la Casina Vanvitelliana al Fusaro nei Campi Flegrei e l’Oasi di Persano sulle colline salernitane.

I percorsi di visita potranno essere arricchiti da degustazioni di prodotti enogastronomici campani, dalla possibilità di conoscere da vicino le tecniche delle preziose manifatture d’artigianato borbonico e fruire dei numerosi eventi che arricchiranno le serate conviviali di quanti sceglieranno di vivere la Campania.

Un patrimonio unico al mondo, dunque, ricco di storia, arte e cultura, capace di trasmettere emozioni e sensazioni irripetibili che il territorio campano è ancora capace di esprimere con semplice umanità e calore.

 

Per un approfondimento proponiamo la puntata del 25.02.2002 del programma PASSEPAPARTOUT condotto da Philippe DAVERIO dal titolo “notturni dalla maremma: I Borbone”

One Comment leave one →
  1. Paola permalink
    novembre 25, 2011 11:13 am

    vi ringrazio per questa iniziativa di pubblicizzazione di luoghi veramente incantevoli

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: